Affanno Cause e Rimedi

    Affanno Cause e Rimedi

    Affanno Cause e Rimedi

    L’affanno è una mancanza d’aria all’apparato respiratorio che provoca una difficoltà ad ossigenare l’organismo e rallenta la nostra capacità di movimento.

    Se l’affanno arriva dopo uno sforzo, per esempio dopo aver corso per non perdere un autobus che passa, o perché abbiamo fatto sport, o perchè abbiamo sollevato un peso considerevole, non c’è nulla di preoccupante; è normale che ci manchi un po’ di fiato perchè lo abbiamo consumato nello sforzo appena fatto. Ma in pochi minuti avremo ristabilito la condizione di normalità.

    Se invece l’affanno arriva senza alcuna correlazione ad uno sforzo, la questione si complica e dobbiamo distinguere due situazioni: se l’affanno arriva all’improvviso o se la difficoltà di respirare ci accompagna stabilmente, diciamo cronicamente.

    L’affanno che deriva dalle vie respiratorie

    Le principali cause di un malfunzionamento dell’apparato respiratorio o specificamente dei polmoni sono 4:

    1. l’asma, cioè una malattia che riduce le vie respiratorie rendendo più difficoltosa l’aspirazione dell’aria da parte dei polmoni. In questi casi ci vuole un inalatore d’aria che forza la ventilazione.
    2. la polmonite, ovvero una malattia che provoca infezione ai polmoni (o virale o climatica) e la si riconosce per la mancanza di respiro ma anche dalla tosse ed è resa evidente da una lastra ai polmoni;
    3. la broncopneumopatia ostruttiva, che è una malattia che restringe le vie respiratorie rendendo difficoltoso l’arrivo dell’aria ai polmoni;
    4. l’ embolia polmonare, che è una rara situazione in cui avviene il blocco dei vasi sanguigni nei polmoni.

    L’affanno che deriva da problemi al cuore

    Ma c’è un “fiatone” anche più pericoloso, ed è quello che indica i possibili seguenti problemi cardiaci:

    1. L’infarto: a volte anche senza i tipici dolori al torace o alla spalla sinistra, è proprio la mancanza improvvisa di respiro che preannuncia un possibile imminente attacco cardiaco che può anche arrivare all’ infarto;
    2. L’insufficienza cardiaca: indica una difficoltà del cuore a pompare sangue a sufficienza nel sistema circolatorio con al conseguenza che si accumula più acqua che ossigeno e la respirazione risulta compromessa;
    3. La fibrillazione atriale o tachicardia che sono disturbi del battito cardiaco.
    4. Quando il respiro manca costantemente

    Ma c’è una mancanza di respiro che si verifica costantemente e non all’improvviso , ci accompagna quotidianamente riducendo la nostra capacità di ossigenarsi a sufficienza, con conseguenze alla lunga anche gravi.

    La respirazione infatti consente al’organismo di incamerare anidride carbonica e soprattutto ossigeno che svolge una funzione essenziale nel metabolismo e per il buon funzionamento sia dell’organismo , sia cerebrale che muscolare, sia nella difesa dalle situazioni patologiche. Nei bambini poi è essenziale alla crescita.

    Le cause più diffuse dell’affanno cronico in questo caso sono 7:

    1. un’allergia;
    2. l’obesità;
    3. lo scompenso cradiaco;
    4. l’anemia;
    5. il cancro ai polmoni;
    6. l’asma allergica, che riguarda ben tre milioni di italiani , il 6% del totale;
    7. la broncopneumopatia ostruttiva;
    8. Queste ultime due cause possono essere all’origine anche di una carenza improvvisa di capacità respiratoria.

    Quando il fiatone deriva dall’ansia

    Infine c’è l’ansia. Non rientra tra le patologie cliniche ma è una diffusissima causa di fiato corto.

    L’origine in questo caso non è una patologia che riduce la nostra capacità di respirare, ma l’esatto contrario: il soggetto ansioso infatti accelera la respirazione più del normale ed in questo senso manda l’organismo nella cosiddetta iperventilazione, cioè un eccesso di ossigeno assorbito dal sangue dalla respirazione che provoca la sensazione di non riuscire a respirare.

    Cosa fare
    Una sensazione di disagio durante la respirazione può anche essere una condizione transitoria e non necessariamente il sintomo di qualcosa di grave. Ad esempio in caso di un comunissimo raffreddore, non riuscire a respirare correttamente è normale, dal momento che è presente una congestione a livello nasale. Un altro esempio è rappresentato dall’affanno in seguito ad un intenso esercizio fisico, soprattutto se si è fuori allenamento. Bisogna invece rivolgersi immediatamente ad un medico, qualora si avesse:

    Difficoltà a respirare manifestatasi all’improvviso e in maniera intensa
    Arresto totale della respirazione per soffocamento
    Dolore intenso al torace o pressione
    Febbre molto alta
    fiatone improvviso durante il sonno
    Tosse molto forte e persistente
    Inalazione di sostanze irritanti o presenza di oggetti estranei nelle vie aeree superiori
    In caso di dispnea lieve e transitoria, possono essere messi in pratica alcuni accorgimenti:
    Effettuare respirazioni profonde applicando tecniche di rilassamento, meditazione, yoga. Aiutano a respirare correttamente e lentamente, limitando anche gli stimoli ansiosi
    Dormire con la testa sollevata, magari con due cuscini o seduti, per favorire la respirazione
    Fra i vari trattamenti prescritti dal medico in caso di dispnea invece ci sono:
    Broncodilatatori: favoriscono la dilatazione delle vie aeree e sono utili soprattutto in caso di asma
    Steroidi
    Ansiolitici: agiscono in caso di dispnea dovuta ad ansia e attacchi di panico
    Farmaci per il dolore
    Ossigeno: in alcuni pazienti può essere necessario somministrare dell’ossigeno per favorire la respirazione

    Difficoltà respiratorie nel sonno
    Durante il sonno può capitare di avvertire una forte sensazione di difficoltà respiratoria, condizione nota come “apnea notturna”. È caratterizzata dall’interruzione temporanea della respirazione, che può durare pochi secondi ma anche un lasso di tempo decisamente maggiore. Al termine di questa pausa, il respiro riprende con un particolare suono tipico del russamento. I soggetti che soffrono di questa condizione accusano forte stanchezza e sonnolenza durante il giorno, dal momento che la qualità del sonno è davvero scarsa. Sembra che la causa principale dell’apnea notturna sia legata al peso, tanto che ne soffrono maggiormente i soggetti in sovrappeso e obesi, ma tra gli altri fattori influiscono anche la posizione in cui si dorme, l’uso di sostanze alcoliche e il fumo di sigaretta.

    Difficoltà respiratorie e ansia
    La dispnea è un segno tipico dell’ansia e degli attacchi di panico, e si presenta come un senso di forte fame d’aria, iperventilazione con frequenti e rapide inspirazioni, maggiori rispetto agli atti espiratori, che fanno aumentare i livelli di ossigeno nel sangue, causando dolore toracico, giramento di testa e stordimento. In ogni caso spesso il legame della dispnea con l’ansia è biunivoco; infatti non solo l’ansia può provocare dispnea, ma anche il contrario, dal momento che i soggetti che avvertono difficoltà nella respirazione, accusano anche una forte sensazione ansiosa o di panico, quindi si rafforza ulteriormente il legame tra i due segni.

    Difficoltà respiratorie e allergia
    Quando nell’organismo penetrano delle sostanze, inalate o ingerite, che vengono riconosciute come potenzialmente dannose dal nostro sistema immunitario, si ha un fenomeno allergico. Viene attuata una risposta infiammatoria per riuscire a debellare il problema, con rilascio di una notevole quantità di istamina, una sostanza in grado di provocare vari effetti all’organismo. Infatti, soprattutto a livello respiratorio, causa congestione nasale, edema, aumento della produzione di muco e in alcuni casi ostruzione delle vie aeree con asma. In questi casi possono essere assunti farmaci antistaminici o cortisonici per risolvere rapidamente il problema.

    Difficoltà respiratorie e anziani
    Negli anziani è più frequente una dispnea di tipo cronico, dovuta principalmente alla coesistenza di disturbi respiratori e cardiovascolari. Infatti in molti anziani sono presenti dei problemi a livello del cuore, che possono mettere sotto sforzo il polmone, non assicurandogli adeguate quantità di sangue per un corretto funzionamento. Quindi si può avere tosse, soprattutto dopo l’esercizio fisico, anche lieve come salire le scale, affanno, fame d’aria, e in alcuni casi è necessario sottoporre il paziente alla terapia con l’ossigeno.


    Rimedi naturali per le difficoltà respiratorie

    In caso di dispnea lieve, prima di sottoporsi a delle terapie farmacologiche, si potrebbero anche provare dei rimedi naturali, come:

    Respirazione e riposo: sono l’ideale per riuscire a ripristinare una respirazione normale, soprattutto in caso di affaticamento, ansia o stress
    Fiori di Bach: sarebbe opportuno rivolgersi ad un omeopata in grado di prescrivere dei fiori di Bach o rimedi omeopatici idonei in base al tipo di problema
    Rimedi erboristici: per rilassarsi esistono diversi rimedi come la valeriana, il tiglio, la melissa
    Allontanare lo stress: in alcuni casi può essere necessario allontanare gli agenti stressanti, e modificare il proprio stile di vita

    Difficoltà respiratorie e tachicardia

    In caso di tachicardia, cioè quando la frequenza dei battiti cardiaci è superiore al normale, il cuore non riesce a pompare correttamente il sangue nei vasi. In questo modo i tessuti non ricevono l’apporto di ossigeno sufficiente per il loro funzionamento, e sono maggiormente sottoposti a sforzo. Per questo alla tachicardia possono essere associati sintomi riferibili anche a patologie polmonari, come palpitazioni, svenimenti, dolore e anche dispnea.

    Difficoltà respiratorie in alta quota
    Quando ci troviamo ad altitudini elevate, ad esempio in montagna, siamo in condizioni atmosferiche che variano rispetto a quelle a cui il nostro organismo è abituato. Infatti ad alta quota la pressione atmosferica è inferiore, e così anche la pressione parziale dell’ossigeno, cioè la concentrazione di ossigeno che ritroviamo nella miscela gassosa rappresentata dall’aria. In questo modo i tessuti si trovano in condizioni di ipossia, in particolare del tipo ipossico, e si verificano diversi sintomi, tra cui cefalea, aumento della ventilazione e della frequenza cardiaca, con possibili svenimenti o collassi.

    Difficoltà respiratorie dopo aver fumato
    Il fumo può agire negativamente su molti distretti del nostro organismo. In particolare, gli effetti sulla respirazione sono davvero pericolosi, in quanto l’inalazione del fumo di sigaretta va a danneggiare le naturali barriere cellulari presenti nelle vie aeree. Inoltre può influire sulla struttura e sulla funzionalità degli alveoli, le strutture terminali delle vie respiratorie, deputate agli scambi gassosi; un danno a questo livello può compromettere seriamente la respirazione, dal momento che l’organismo non riuscirebbe più ad estrarre l’ossigeno dall’aria, nè ad eliminare l’anidride carbonica in eccesso.

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