il virus Ebola si espande a macchia d’olio

    Dopo un momento in cui aveva illuso gli esperti con la situazione che sembrava sotto controllo, il virus Ebola ha rialzato la testa, e l’epidemia in corso in Africa occidentale sta battendo i record di durata e gravità al punto che l’Oms ha convocato i ministri della Salute dell’area interessata chiedendo ‘misure straordinarie’. Il pericolo è comunque circoscritto al continente africano, avvertono gli esperti, anche se la possibilità teorica che qualche caso importato si verifichi in Europa non è da scartare..

    L’Oms è seriamente preoccupata per la trasmissione tra paesi confinanti e per la potenziale ulteriore diffusione internazionale. C’è un bisogno urgente di intensificare gli sforzi”. Nei paesi colpiti dal virus, Liberia, Sierra Leone e Guinea, i casi dall’inizio dell’anno sono 635 con 399 decessi.

    A macchia d’olio
    La scala di diffusione dell’epidemia è, per numero di contagi e per estensione geografica delle località toccate, la più grave in assoluto dal 1976, anno in cui il virus fu per la prima volta identificato nell’uomo. Chi riferisce prontamente i sintomi dell’infezione e viene immediatamente idratato ha più speranze di sopravvivere a una malattia che arriva ad uccidere fino al 90% delle persone che l’hanno contratta.

    Distanza comunicativa
    Ma a frapporsi tra medici e pazienti ci sono troppo spesso – denuncia l’ONG impegnata a portare cure nei paesi più poveri del mondo – ostacoli culturali. Capita che i malati vedano con sospetto i centri di cura, ed è difficile far capire alla popolazione che il contagio avviene tra uomo e uomo, attraverso lo scambio di fluidi corporei.

    «Ci sono molti casi» ha detto Anja Wolz, cordinatrice di Medici Senza Frontiere «e noi siamo veramente al limite. La mia preoccupaizone è che questa sia solo la punta dell’iceberg. L’educazione e la prevenzione sono le chiavi per fermare l’epidemia, stiamo dicendo alla gente a quali sintomi fare attenzione e come prevenire futuri contagi. Ci sono ancora molte persone nella regione che pensano che l’Ebola non esista». Mano a mano che il virus avanza, dicono gli esperti, rischia di aumentare anche la facilità con cui si trasmette da uomo a uomo.

    Esiste un rischio per l’Europa? E per l’Italia?
    Ma il virus potrebbe varcare i confini dell’Africa occidentale per raggiungere le nostre latitudini? «Il rischio per l’Europa è bassissimo» ci spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. «In primo luogo, è improbabile che una persona con Ebola arrivi in Europa perché il tempo di incubazione della malattia non è molto lungo, e quando ci si ammala non si è certo in grado di viaggiare».«Inoltre il focolaio è per ora concentrato in Africa occidentale (Guinea, Sierra Leone, Liberia), in zone remote e piuttosto lontane dagli aeroporti: la probabilità che una persona contagiata arrivi in Europa è quindi molto bassa, anche se non si può escludere. In ogni caso il virus si diffonde per contatto diretto e non per via aerea: al contrario della SARS, quindi, Ebola non terrorizza i paesi industrializzati dove questo virus sarebbe facilmente tenuto sotto controllo. Le difficoltà che si stanno incontrando nel contenere l’epidemia in Africa occidentale sono dovute probabilmente a motivi logistici: si tratta di paesi remoti e in guerra dove Ebola ha già varcato due o tre frontiere».

    Tagged with:     ,

    About the author /


    Post your comments

    Your email address will not be published. Required fields are marked *

    advertsiment

    Iscriviti alla news
      Ricevi gli aggiornamenti della nostra community