Parlare da soli, cosa significa?

Quando non riusciamo a trovare qualcosa. Quando siamo un po’ arrabbiati con noi stessi o magari più allegri del solito. Quando dobbiamo prendere una decisione difficile. Sono tante, insomma, le situazioni che ci portano a parlare da soli, a rivolgerci anche a qualcuno che non c’è, a riflettere a voce alta o a mezza voce.

È capitato a tutti, almeno una volta: succede quando quello che passa per la testa sorprende e distoglie da un altro pensiero da cui si era fino a quel momento assorbiti.

Parlare con se stessi fa bene, è un’attività cerebrale importante, come ha dimostrato anche un recente studio scientifico: serve per darsi istruzioni, incoraggiarsi, controllare meglio le proprie azioni. Insomma, aiuta a esercitare l’autocontrollo, a riflettete al meglio sulle decisioni da prendere.

Parlare da soli, cosa significa?

Parlare con se stessi (cioè con la propria coscienza interiore) serve a ridurre i comportamenti impulsivi e distruttivi: è così che ci diciamo di evitare il bis a tavola o di non arrivare alle mani nel mezzo di una discussione.

Parlare da soli aiuta anche a rielaborare le emozioni e a prendere consapevolezza di sé; non a caso, esercizi e tecniche di psicoterapia prevedono il recupero di un colloquio con se stessi, anche a voce alta.

Parlare da soli, cosa significa?

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