Scoprire la depressione con un test del sangue

    Nove marcatori molecolari, presenti nel sangue, sono associati alla malattia depressiva. I primi risultati del test promettono di consentire diagnosi precoce e valutare oggettivamente gli esiti della terapia psicologica.

    Un velo nero che copre gli occhi e impedisce di guardare con speranza al futuro: come distinguere un transitorio momento di smarrimento e sconforto dai primi segnali, invece, di malattia depressiva? Non è affatto semplice, tanto che almeno il 40 per cento di chi soffre di depressione non chiede aiuto a nessuno (dati Iss, 2012), sminuendo la gravità del proprio malessere e, di conseguenza, rendendosi vulnerabile a un peggioramento della malattia nel tempo. Presto, però, potrebbe esserci il modo di scovarla precocemente attraverso un test del sangue e consentire così un intervento medico tempestivo: lo annunciano i ricercatori della Northwestern University sulle pagine di Translational Psychiatry, dove è stato pubblicato il loro ultimo lavoro sull’efficacia diagnostica di alcuni biomarcatori presenti nel plasma dei depressi.

    Scoprire la depressione con un test del sangue

    Già nel 2012 lo stesso gruppo di scienziati aveva ipotizzato questa possibilità, individuando ben 26 molecole che spiegavano la predisposizione alla depressione nei topi. Gli stessi ‘pezzi genetici’ erano stati trovati anche in un campione di adolescenti, dimostrando di avere lo stesso ruolo: la loro presenza era rintracciabile nel sangue, erano ‘espressi’ solo in coloro che soffrivano di depressione clinica ma non nei soggetti sani. Con questo nuovo studio i ricercatori statunitensi hanno voluto confermare la capacità di questi marcatori plasmatici nel diagnosticare la malattia, focalizzandosi solo su nove di essi.

    Questa volta sono stati coinvolti 32 adulti, di età compresa tra i 21 e i 79 anni, con diagnosi di depressione e sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale: è emerso che un iniziale miglioramento dello stato depressivo, grazie a 18 settimane di sedute psicologiche, è ‘visibile’ anche dall’esame del sangue, perché i livelli dei biomarcatori studiati si modificano all’affievolirsi dei sintomi della malattia.

    E’ presto per avere il test a disposizione, questi risultati necessitano di ulteriori attraverso valutazione della sua efficacia su campioni più ampi ed eterogenei. Tuttavia lo studio è promettente perché potrebbe offrire la prova scientifica della depressione, spesso diagnosticata solo sulla base di sintomi generici, comportamentali e dell’umore.

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